Patatracchini | ciao dio #1.
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ciao dio 5 patatracchini

ciao dio #1.

– Ciao dio.
– Uè, ciao bella.
– Ciao, figo eterno.
– Sei una cretina.
– Scusa. Senti, ti volevo dire.
– Eh.
– Ho finito di fare la valigia.
– Elena, lo sai che non è vero.
– Si, va beh, però, 7 mutande e 7 calzini li ho messi, converrai che mezzo lavoro è fatto?
– Convengo.
– Ti volevo dire che io parto.
– Lo so.
– Vado in vacanza.
– Lo so.
– Una settimana.
– Lo so.
– Eh, va be’, però se fai così smetto.
– No, dai cretina, di’.
– Volevo chiederti se mi benedici questo andare. Ché ne ho bisogno.
– Guarda, io ‘sti giorni sto già incasinato. Sono in sbattimento, non hai idea. Dimmi che vuoi che facciamo prima.
– Minchia, ho capito da chi hanno preso quelli delle Poste. Va beh. Facciamo che voglio. Dormire almeno 73 ore, portare la stessa maglietta per una settimana, mangiare la roba fritta, digerire la roba fritta, svegliarmi sempre di buonumore, ricevere una lettera d’amore, scordarmi che la Trenord esiste, non lavare i piatti, ballare, leggere un libro bellissimo, tenere a mente una cosa bella, fare colazione a letto, arrivare al livello 300 di Candy Crush, non imparare niente, sorridere.
– Posso venire con te?
– No. Guidi male, parli troppo e poi c’è quella roba odiosa che tutti ti riconoscono per la strada. No, facciamo che no.
– Ti voglio bene lo stesso.
– Lo so. Allora vado.
– Ciao, testa di cazzo.
– Ciao, bello e impossibile.
– Vattene.
– Dio.
– Eh.
– Puoi fulminare seduta stante quelli che dicono che loro non fanno le vacanze perché loro fanno i viaggi?