madeleine. - Patatracchini
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madeleine.

Sono le due e zero due e c’ho una stanchezza addosso di quelle autostradali, quando è notte, eppure non sto guidando niente ed è singolare questo continuare a tenere alta la guardia per non rischiare il colpo di sonno. Se mi addormento me ne vado fuori strada, è certo: meglio accendere la radio. Certe volte per non arrivare da nessuna parte bisogna fare un sacco di chilometri. Qui. Inizia pure a piovere. Tutto il meglio è già qui. Rallento. Non ci sono parole per spiegare ed intuire, e capire, Madeleine, e semmai ricordare. Rallento ancora e metto i tergicristalli sulla velocità media. Tanto, io capisco soltanto il tatto delle tue mani, e la canzone perduta e ritrovata, come un’altra vita. Quasi quasi accosto. Allons, Madeleine, certi gatti o certi uomini, svaniti in una nebbia o in una tappezzeria. Addio, mai più ritorneranno, si sa, col tempo e il vento tutto vola via. Mi fermo. Riparto. Chissà perché nelle camere da letto non hanno fatto le aree di servizio aperte 24 ore al giorno. Viaggi lunghissimi da farsi interamente sprovvisti di qualsiasi bene di conforto, senza caramelle, tabacchi, acque minerali in strane confezioni post moderne. Tappe estenuanti risolte al buio, senza quei rassicuranti neon americani. Chissà perché nelle camere da letto non hanno fatto i motel con le camere da letto per passare la notte, moquette e lenzuola rigide, armadi in cui nessuno metterà mai neanche un paio di mutande, sedie imbottite in cui nessuno si sederà mai a fare niente. Niente aree di servizio, niente motel a prezzi modici e standard. Nemmeno una corsia di emergenza per le emergenze. Solo la strada. Forse se chiudessi gli occhi solo per un secondo non succederebbe niente di male. No, è troppo pericoloso. Qualche volta è così, che qualcuno è tornato sotto certe carezze, e poi la strada inghiotte subito gli amanti, per piazze e ponti ciascuno se ne va e se vuoi, laggiù, li vedi ancora danzanti che più che gente sembrano foulards. Tutto il meglio è già qui. Non ci sono parole.

(Illustrazione di Fabio Delvò)