Patatracchini | non basta.
58
single,single-post,postid-58,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-10.0,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive
lkvd9xlwdu0-annie-spratt

non basta.

“L’aspetta perché vuol parlarle, niente, forse d’amore, ma non sa che dire,
con le parole quasi lombarde che non sanno uscire.”
(Francesco Guccini)

Andrò al supermercato, dopo il lavoro, e mi ricorderò di prender su la cioccolata che ti piace. Ti comprerò dei bellissimi regali di compleanno. Stenderò le nostre lenzuola appena lavate piegandole con cura, assicurandomi che il profumo del pulito non sia mai e poi mai più forte di quell’odore mio e tuo, che mischiati assieme faranno la parola casa. Ti darò dei baci piccoli morbidissimi sulla nuca, mentre lavi i piatti. Ti comprerò camicie di lino leggere e mutande a righe. Verrò a prenderti in macchina, correndo, tutte le volte che sarai stanco. Ti ascolterò. Ascolterò tutte le tue inutili e meravigliose lamentele. Ascolterò tutte le tue insicurezze, i tuoi dubbi, le tue paure. Ti asciugherò le lacrime con le dita piano piano, raccogliendo il pianto tra le mani: si formerà una conca d’acqua dove potrai specchiarti per guardare l’infinita e tremenda dolcezza che sei quando piangi. Mi assicurerò che mangi tre volte al giorno, leggero, va bene, ma che mangi. Impazzirò di gioia tutte le volte che starò ferma aspettando che arrivi. Ti darò ragione sempre, perché sei pazzo, e perché hai sempre ragione. Appoggerò tutte le tue assurde battaglie contro il mondo, tutte, tutte tranne quelle contro te stesso. Sarò tua nemica solo quando faremo a chi arriva primo. Ti prenderò in giro per il resto dei miei giorni. Sarò sempre dalla tua parte, anche quando non lo capirai. Ti guarderò dormire per notti intere, respirando sul tuo petto. Ci sarò tutte le volte che per te sarà importante, ma mi farò di nulla quando avrai bisogno di stare solo. Non ti fermerò mai. Ti dirò che con quella camicia stai proprio bene, e tu andrai a lavoro rosso d’emozione. Continuerò a giocare con te per sempre. Litigherò con te di tanto in tanto, evitando di guardarti, perché ci sarà impossibile guardarci senza ridere. Farò l’amore con te pianissimo, tutte le volte che mi sarà possibile e ti dirò tutte le parole dei grandi che si dicono, e darò, per una volta dio santo, se non forma, almeno sostanza, alla felicità: la felicità quando la tocchi assomiglia alla tua pelle. Ti porterò a prendere l’aria fresca sul naviglio o, in mancanza, sulla banchina della metropolitana. Ti difenderò da tutti i cattivi, umani, robot e alieni, con quella mia delicatezza proprio tipica abruzzese. Ti sorriderò per sempre. Ti perdonerò per gli errori che non hai ancora perdonato a te stesso, e per tutti quelli avvenire che, a guardarti, certamente farai. Ti sveglierò tutte le mattine con gli occhi grandissimi e le magliette bianche: starai a guardarmi almeno cinque minuti fisso negli occhi, e quella sarà la nostra fedeltà, l’unica sostenibile. Bacerò i tuoi vestiti prima di metterli nell’armadio. Ti porterò al mare tutte le volte che potrò e, amore mio, io ti terrò la mano forte, sempre, e non te la lascerò mai, in modo che tu abbia sempre qualcosa a cui tenerti, se la situazione, come spesso capita, dovesse mettersi male.

– Ma lo vedi anche tu?
– Sì, lo vedo anch’io, ma non basta.